La nostra piccola Gerusalemme
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La nostra piccola Gerusalemme

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Pitigliano è un presepe arroccato, si innalza e si protrae come la prua di una nave sul mare di verde che la circonda; si ha la sensazione che le case nascano direttamente dalla roccia che le sostiene, così ammassate insieme da sembrare un unicum impenetrabile. Si mostra così Pitigliano, dalla collina di fronte, lungo la SR74 che permette una veloce sosta per qualche scatto; noi da quel punto la salutiamo dopo la nostra visita e la lasciamo in balia dei turisti che l’hanno invasa.
 Primo consiglio: arrivare presto! Così la vedrete sonnolenta e semi-vuota e potrete godervi tutti gli scorci senza essere travolti dai bus di gitanti organizzati. 

Noi arriviamo dalla Pitigliano “moderna” e quindi non notiamo subito la globale architettura della città, ma ci rifacciamo ammirando il panorama da via Unità d’Italia (Adove si trova qualche parcheggio a pagamento) prima di entrare nella città vecchia. Fatelo anche voi dandovi il tempo di ammirare la sua conformazione
Per il parcheggio noi abbiamo trovato lungo via Santa Chiara qualche posto gratuito libero, ma come dicevo siamo arrivati molto presto e di domenica.
Le numerose botteghe stanno aprendo e noto la piacevole presenza di negozi di artigianato molto particolari oltre a quelli soliti di souvenir, che rendono la metà ideale anche per acquisti non solo enogastronomici. Ci lasciamo trasportatore passeggiando nella quiete mentre io faccio esperimenti con il nuovo obbiettivo della macchina fotografica
Difficile perdersi perché l’urbanista è semplice, con le strade Roma e Zuccarelli che corrono parallele prima di unirsi e da cui partono stradine e vicoli, strettissimi, che nascondono infiniti scorci della città e aprono feritoie sul verde del panorama che la circonda.
 Secondo consiglio: dirigersi verso la Piccola Gerusalemme come prima visita, poiché gli ambienti non sono molto ampi e arrivano moltissimi visitatori da metà mattina, è bene approfittarne  Noi arriviamo intorno all’orario di apertura 10.00 a.m., entrando dal cancello su via Zuccarelli in vicolo Marghera e acquistando subito lo “Sfratto”, dolce tipico di Pitigliano che ricorda le persecuzioni degli ebrei, proprio in una bottega nel quartiere ebraico ( buono anche se un po’ troppo dolce per i nostri gusti)
La visita non è lunga ma molto interessante; non solo si osservano ambiente particolari legati ad una cultura diversa ma si fa un vero tuffo nel passato recente di questa città e delle persone che popolavano il ghetto, sapientemente ricostruito. La piccola sinagoga è un gioiellino e conclude la visita dei vari ambienti; sicuramente fare il tour con una guida dedicata risulta molto interessante per gli innumerevoli dettagli che possono essere spiegati.
Terrazze si aprono sul bordo della città, e mi immagino come sia aprire la finestra proprio a filo della rupe…se ti cade una molletta qui mentre stendi i panni sei fregato!
Raggiungiamo il duomo vicino alla confluenza di via Roma e via Vignoli, in una bella piazzetta e rientriamo poi in piazza della Repubblica, dominata da Palazzo Orsini, ormai piena di gente, godendoci il sole che la illumina. Facciamo un’ultima tappa per acquistare un’altra specialità enogastronomica: il bianco di Pitigliano, vino bianco locale e ripartiamo dando un ultimo sguardo alla città.
Lascio questo gioiello di casa nostra con il desiderio di tornare in futuro durante la notte, quando le luci rendono Pitigliano un vero presepe; magari in occasione della Torciata di San Giuseppe il 19 Marzo, quando si percorrono anche le vie cave, altra particolarità del territorio che non abbiamo visto…magari andateci voi e fateci sapere se lo spettacolo merita
La gitarella è finita ma non vediamo l’ora di OneMoreOf piccolo gioiellino medievale del nostro bellissimo paese.

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