PRIMI PASSI IN SUDAFRICA
Sud Africa Non ci voglio venire On the Road

PRIMI PASSI IN SUDAFRICA

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Il più buon filetto della mia vita!! basta questo per far meritare una sosta a questo posto poco appariscente ma di sostanza? comodo anche per gruppi di motociclisti che bazzicano la zona, ha anche un Hotel, di fascia media, senza infamia e senza lode. La mia raccomandazione è per la CARNAZZA!!

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Eccoci arrivati tutti insieme, dopo settimane di messaggi in WhatsApp, il gruppo atterra a Johannesburg con tutti i bagagli, pronto per questa avventura e consapevole che ora si fa sul serio.

All’immigrazione non c’è molta coda, ma la lunghezza per la consegna dei due van ci fa capire subito quali saranno i ritmi sudafricani…finalmente…equipaggi divisi e via verso il Museo dell’Apartheid, prima tappa del nostro intenso viaggio.

Il Museo meriterebbe almeno due ore e mezzo, per immergersi nell’atmosfera e nella realtà che racconta; la struttura dell’esposizione è particolare, sia per la presenza di parti esterne, sia per le barriere che in esso si incontrano e che fanno sentire la divisione fisica, oltre quella mentale che l’Apartheid ha creato. Ovviamente estesa anche la parte dedicata a Nelson Mandela, che noi riusciamo solo a scorrere velocemente. Consiglio di regalarsi una giornata e mezza   a Johannesburg per il Museo, Soweto e magari la culla dell’umanità a nord…noi non possiamo per nulla giudicare la città dalle immagini veloci dal finestrino.

Noi dobbiamo scappare, la prossima meta è Sabie, dove alloggeremo prima della giornata al Blyde River Canyon e ci sono tanti km, non tutti sulle veloci autostrade africane. Per fortuna le nostre drivers sono già avvezze alla guida a sinistra per cui non perdiamo tempo. Il buio delle strade è qualcosa che mi colpisce perché è di un nero che più nero non si può e regala stellate meravigliose. La via Lattea lassù ci tiene compagnia ed è il mio primo ricordo emozionante dell’Africa…la mia prima volta in Africa.

La particolarità dell’Hotel a Sabie è di avere le vasche a vista nella camera…vezzo di voyeurismo, ristrutturazione venuta male o retaggio del passato, diciamo non proprio facile da usare per chi divide la camera con una persona conosciuta all’aeroporto, ma io ho Jo al mio fianco che rimane invece stupito dal suo primo incontro con i (maledetti) rubinetti all’inglese, divisi per acqua calda e fredda…Benvenuto nel british style!

A parte questi dettagli il luogo merita per il ristorante The Woodsman Pub&Restaurant dove abbiamo mangiato il miglior filetto della nostra vita! E non è un modo di dire…era perfetto e succulento…e detto da me che non sono per nulla una carnivora significa che era proprio il top!!! Il nostro “tour gastronomico” sudafricano è partito alla grande.

La mattina fa freddo, siamo in quota e una felpa pesante è necessaria, il the della colazione ci scalda e siamo pronti per comprare il pranzo al sacco e passare la giornata a zonzo.

Ho grandi aspettative per il Blyde River Canyon, che purtroppo vengono disattese!

Jo hai ragione; sinceramente le Mac Mac Falls, le Lisbon Falls e il Pinnacle non sono stati particolarmente spettacolari. Meglio saltarli, però a Bourke’s Luck Potholes ci siamo divertitiMarika
Si, lì è stato divertente andare a zonzo tra le rocce ed i laghetti, il panorama era molto varioJo
Già…non per altro la foto del pezzo è stata scattata proprio làMarika

Ricapitolando: tutti punti sono a pagamento, cifre modeste, attrezzati con bagni e bancarelle per i turisti e parcheggi ampi.

 Consiglio: tirare dritti fino a God’s Window lungo la R534 , dove ci sono belle vedute sulla pianura sottostante e soprattutto una bella passeggiata a bordo canyon interessante anche per le specie botaniche che incontrerete. Il percorso è in piano quindi vi sgranchite le gambe godendovi il panorama. Poi raggiungere Bourke’s Luck Potholes, e con una breve passeggiata vi trovate tra rocce, piscine create dai fiumi, ponticelli e un panorama vario e molto particolare. Ottima tappa per una sosta un po’ più lunga. Gran finale alla tappa spettacolare e più fotografata del canyon: Three Rondavels, dove il panorama si mostra in tutta la sua spettacolarità e grandezza Qui un selfie di gruppo si deve fare!!!

La strada per arrivare a Phalaborwa è ancora lunga; lì ci attende un hotel dal design ancora più particolare visto che la nostra camera ha l’entrata nel bagno, che è praticamente a vista nella camera (in Sudafrica la privacy legata alla toilette è un concetto un po’ diverso dal nostro).

Abbiamo fatto i primi passi, il gruppo si sta affiatando; è bello condividere il percorso ma ci attendono ancora OneMoreOf Km e paesaggi in questo enorme stato con le stelle che vegliano sopra le nostre teste.

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