KRUGER PARK: IL NOSTRO PRIMO (E SECONDO) SAFARI
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KRUGER PARK: IL NOSTRO PRIMO (E SECONDO) SAFARI

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E se proprio nel parco non trovate posto c'è questo hotel molto vicino al gate di Malelane: Kruger View Chalet. Case molto grandi e con possibilità di avere due camere doppie con bagno privato all'interno dello stesso appartamento (perfetto per coppia di amici). Il plus: una vista bellissima sul fiume che vi può regalare avvistamenti dalla bella e grande area esterna...per un'alba deluxe!

Scopri l'Hotel
Diciamocelo subito ragazzi: il safari è una questione di fortuna o per meglio dire di culo. Certo la location conta, la jeep che ti permette di guardare meglio, il binocolo e la stagione…ma bastano pochi secondi e ti perdi due rinoceronti che attraversano beatamente la strada!

Questa è una delle scene che hanno arricchito il nostro girovagare nel Kruger National Park, ettari di spazio che possono sembrare vuoti e desolati ma che sanno regalare scene di vita animale mozzafiato; bisogna però saper pazientare e non lasciarsi demoralizzare. Vero Jo?

Uhm…sono sinceramente deluso dopo questo nostro primo Safari…mi aspettavo di meglioJo
Jo in che senso…qualche animale lo abbiamo visto…cosa ti aspettavi?!?Marika
Mi immaginavo i branchi interi di animali, che correvano nelle pianure, non due o tre giraffe sparute qua e là e un elefante. Poi alcuni erano lontanissimiJo
Quindi pretendevi di vedere, a distanza ravvicinata, una scena tipo migrazione degli gnu o caccia alle gazzelle…una di quelle che si vedono nei documentar di Piero Angela e per le quali ci vogliono 5 anni di ripreseMarika
No non proprio così…solo un pochino più di vitaJo

Ti ricordo che il Kruger è grande come il Belgio… e non è uno zoo…

Pur avendo cercato di abbassare le aspettative di Jo, una parte del gruppo è rimasta delusa, soprattutto chi veniva da precedenti esperienze di safari più appaganti oppure non sa pazientare.

Il primo consiglio, dopo la pazienza ed un cornetto portafortuna, è quella di concentrare i vostri giri in macchina nella zona centro sud del parco, poiché da Phalaborwa anche la vegetazione non ci ha aiutato; all’inizio avevamo quasi paura degli attacchi di qualche animale, come da video che girano su YouTube, poi qualcuno così demoralizzato ha invocato persino la carica di un elefante!

Il Kruger è grandissimo, la velocità massima consentita è di 50 km/h sulle strade asfaltate e 40 km/h per le sterrate (non in tutte potete entrare perché sono dedicate alle sole jeep dei ranger), quindi i percorsi sono lunghi e dovete considerare che vi fermerete a fotografare o rallenterete per scrutare l’orizzonte con il binocolo. Le sterrate non regalano necessariamente più sorprese, mentre scegliere percorsi vicino al fiume può dare soddisfazioni. Ci si può fermare nelle varie aree pic-nic o nei camp che hanno reception, ristoranti, supermarket e pompe di benzina, così potete sgranchire le gambe, mangiare, andare alla toilette e ovviamente soggiornarvi.

 CONSIGLIO: rimanete almeno 3 giorni e due notti, magari in campi diversi, poiché potete fare safari organizzati dai ranger, godervi la colazione con delle zebre che vi guardano e osservare una delle più belle stellate della vostra vita. Oltre a questo i gate aprono prima e voi sarete già immersi nei parchi per cominciare la vostra avventura. 

Bando alle ciance ecco il resoconto del primo giro:

  • Gazzelle varie: sono così tante che alla fine ne vorrete vedere qualcuna sbranata da un leone per cambiare la scena che state fotografando
  • Giraffe simpatiche
  • 2 sparuti elefanti
  • Varie zebre che mostrano il fondoschiena nel loro massimo splendore
  • Qualche uccello strano
  • Ippopotami da molto lontano

Leone non pervenuto

Il giorno successivo mentre ci spingiamo a sud, per uscire dal Crocodile Bridge gate, siamo molto più soddisfatti:

  • Gnu che all’inizio scambiamo per bufali
  • Alligatori al sole
  • Svariati gruppi di giraffe
  • Elefanti con zebre ad abbeverarsi + piccoli dumbo ( qui ti accorgi quanto è grande l’elefante in confronto con gli altri animali)
  • Babbuini (mamma mia che sguardo cattivo)
  • Finalmente 2 rinoceronti che attraversano!!
  • Facoceri ed una iena solitaria che ci viene incontro
  • Un leopardo all’ombra di un albero

Leone non pervenuto

Dal Satara Camp, dove abbiamo alloggiato, abbiamo partecipato al safari del tramonto, che mi ha solo parzialmente soddisfatta. Il ranger è solo quello alla guida, il buio non aiuta tantissimo e non è in collegamento con altre jeep. Il safari dell’alba dal gate di Malelane è stato più entusiasmante; i ranger si chiamavano fra loro per informarsi sugli avvistamenti e il sole che sorgeva donava una luce bellissima al paesaggio, in più il nostro driver faceva delle manovre bizzarre in retro marcia che ci hanno fatto abbastanza ridere.

Cosa ci hanno regalato in più questi 2 safari organizzati?

  • Un cucciolo di leopardo sull’albero e la madre con in bocca l’antilope appena catturata (c’erano talmente tante macchine a osservare la scena che sembrava la tangenziale di Milano lunedì mattina)
  • Famigliola di iene con cuccioli
  • Elefante nella notte con sguardo arrabbiato (beh gli puntavamo i fari in faccia)
  • Un licaone che si confonde nell’erba e una leonessa che si nasconde nella stessa
  • Un tasso
  • Un istrice per cui il ranger era esaltatissimo e ha fatto una manovra come se un gruppo di rinoceronti ci stesse attaccando

E la mattina:

  • Branco di bellissimi elefanti all’alba
  • Vari rinoceronti e a distanza ravvicinata, sempre in coppia
  • Finalmente il tanto agognato leone…o meglio cuccioli e leonesse…insomma il re con la criniera rimane non pervenuto!

Quindi a parte il leone e il maledetto bufalo i big five ci sono tutti e la nostra aspettativa è stata ripagata…ma ho promesso a Jo che non sarà la nostra ultima esperienza, ci sarà un altro OneMoreOf Safari pieno di animali…chissà, magari nelle pianure del Serengeti.

OneMoreOf

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02 Comments

  1. Luca

    Bellissime Mari. Noi siamo stati in Namibia, vedremo se ritorneremo in Africa…

    ottobre 15, 2017 Rispondi
    • ronmar

      La Namibia mi affascina molto, chissà se sarà la nostra prossima meta africana…l’anno prossimo sarà difficile perchè è l’anno di Jo! ma mai disperare. non vedo l’ra di scrivere anche del nostro Messico

      ottobre 21, 2017 Rispondi

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