IO STO CON GLI IPPOPOTAMI
Sud Africa Non ci voglio venire On the Road

IO STO CON GLI IPPOPOTAMI

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Siamo finalmente giunti sulla costa a St. Lucia, pochi km al confine con il Mozambico, e sfortunatamente il clima peggiora ricordandoci che qui siamo in inverno. E’ giunto il momento di sfoggiare la nuova giacca a vento che non mollerò più fino a fine viaggio. Dopo il giorno all’Imfolozi ci attende il secondo giorno nei dintorni di St Lucia prima della partenza verso Durban e verso il volo che ci porterà sulla Garden Route.
La prima tappa di oggi è l’Isimangaliso national park, un estesissimo mix di diversi ecosistemi e biodiversità che si fondono tra loro; noi purtroppo riusciamo ad apprezzarne solo un piccolo spicchio poiché non abbiamo troppo tempo per una visita più estesa (dobbiamo infatti recuperare la crociera con gli ippopotami alle 13.00 saltata a causa maltempo).
L’entrata al parco è veramente a poca distanza dalla città seguendo la costa e noi puntiamo con i nostri van diritti alla prima tappa: Mission Rock Beach, start up delle orge fotografiche di spiagge, onde, oceano e panorami costieri bellissimi che ci accompagneranno fino alla bellissima penisola del Capo.
Jo mi sembra che il cartello sia chiaroMarika
Mamma mia…io con questo freddo non sarei mai entrato in acqua ma qui tra correnti, coccodrilli, squali e ippopotami è praticamente un suicidioJo
Si, l’ha detto pure la signora che qui gli ippopotami girano anche in città e nei giardini e bisogna stare attenti, non siamo sicuramente in una zona balneare…ma guarda che mare, quelle rocce che si buttano nell’oceano e che l’acqua schiaffeggia con violenza. Io adoro questo posto!Marika
In realtà tu adori il mare in generaleJo
Hai ragione mio scompiscè, tu sì che mi conosciMarika
La parola Rock non è un caso, poiché la striscia costiera è appunto fatta di rocce che entrano in un mare agitato, ma bastano pochi km in avanti e si raggiunge la lunghissima spiaggia di Cape Vidal.
Qui dove correva il cavallo del famoso bagnoschiuma noi prendiamo qualche gocciolina d’acqua ma non rinunciamo a qualche simpatica foto di gruppo e ad una mini passeggiata sulla sabbia umida, sotto il cielo un po’ plumbeo osservando i pescatori che a mezzo busto sono immersi nell’acqua con le loro lunghe lenze.
Ma non hanno freddo nell’oceano? Beh qui siamo ancora sul lato dell’oceano indiano quindi la temperatura non è per nulla bassa, anzi…ed io ovviamente non resisto e devo puciare un piede!
Starei qua ore, ma dobbiamo ancora mangiare e raggiungere il molo di St Lucia per la crociera con gli ippopotami, quindi riprendiamo i pulmini e via…
Cerchiamo di cambiare il denaro ma ci sono commissioni altissime e quindi rimandiamo a Durban la transazione, intanto escono raggi di sole e noi ben speriamo per la gitarella del pomeriggio.
La barca che ci attende è abbastanza ampia con numerosi posti anche al piano superiore con una bella vista sulle rive dell’estuario del St Lucia, il tour è corredato da spiegazioni diffuse dagli altoparlanti dove si descrive l’habitat, la flora e la fauna. Ci rilassiamo tutti quanti grazie alla dolce navigazione; sulle sponde ci sono aquile pescatrici, canneti e mangrovie, l’acqua super marrone stile Mekong e poi quelle pietre in mezzo al fiume… a no…quelli sono gli ippopotami!
Se sono semi-inabissati sembrano grossi massi, durante il pomeriggio riposano pigramente in gruppo, ammassati uno sull’altro, in attesa della sera ovvero della cena. Visti così sono simpatici e paciarotti ed i cuccioli teneroni, non litigano nemmeno tra loro mostrando i denti…un po’ noiosi se devo dirla tutta, ma sicuramente furbi a tradire a loro indole aggressiva.
Intanto inizia e piovere e noi ci rifugiamo “sotto coperta”, tra denti di ippopotamo che girano tra le mani dei turisti ed un vento freddo e umido che colpisce le povere tendine della barca.
Appena sbarchiamo dobbiamo scappare, ci aspettano un bel po’ di km per arrivare alla periferia di Durban dove alloggeremo prima del volo all’alba…ormai i panorami costieri ci hanno inebriato e vogliamo al più presto raggiungere la garden route per un OneMoreOf shooting fotografico in riva al mare.

 Postilla:  questa tappa ci ha regalato nuovi panorami e animali, la prima spiaggia, il vento freddo dell’inverno australe, ma anche la sensazione di aver raggiunto un mondo un po’ meno ovattato di quello dei soli parchi naturali, dove cominciamo a vedere le differenze sociali ancora presenti in questa nazione. La velocità di questo tour non ci permetterà di stare troppo a contatto con la gente, e approfondire certi aspetti, possiamo solo avere dei momenti in cui percepire come si vive veramente in questa nazione. Vi regalo quindi anche due momenti amari, non per intristire ma per darvi la possibilità di riflettere come abbiamo fatto noi.
Quando la responsabile reception “bianca” ha risposto malissimo alla cameriera “nera”, che aveva solo chiesto di poter recuperare il giubbino per uscire nella pioggia a controllare le nostre camere…beh…io mi sono sentita in imbarazzo e sono solo riuscita a sbofonchiare un “Non vi preoccupate, non c’è fretta…” ma avrei dovuto reagire in maniera decisa. Ero rimasta così sorpresa da quell’atteggiamento, così scioccata, come se avessi ricevuto uno schiaffo in pieno volto…come se fossi uscita da un sogno e tornata alla cruda realtà.
Troverete ancora una marcata differenziazione delle mansioni lavorative, per cui i lavori più umili sono usualmente eseguiti dalla popolazione di colore e viceversa e poi l’altra cosa che mi ha fondamentalmente colpito: fili spinati e telecamere, ma non più per gli animali feroci, ma per dividere “uomini in belle case da uomini senza belle case”!
Non tutti quartieri residenziali hanno fortificazioni e recinti elettrificati, ma il consiglio dei nostri ospiti a Durban di non uscire a piedi ci fa capire il perché di tanta difesa…ed allora…vivere ingabbiati in una prigione d’oro è forse la scelta? Non è pur sempre una prigione?

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On the Road

Non ci voglio venire

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