LA NOSTRA GARDEN ROUTE
Sud Africa Non ci voglio venire On the Road

LA NOSTRA GARDEN ROUTE

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Una chicca dove fermarsi per farsi coccolare nelle bellissime e curate camere, nel bellissimo giardino e da un'ottima colazione fatta al momento. Tutto perfetto così come chi gestisce l'hotel ed il tenero cagnolone. tutto bellissimo!!!!

Scopri l'Hotel
Atterriamo a port Elisabeth di prima mattina, dopo la levataccia e il solito round all’autonoleggio; dobbiamo cercare un cambiavalute dalle commesse accessibili e quindi finiamo sul lungomare, davanti ad un super resort e mentre alcuni cambiano il denaro, gli altri si godono un molo stile Santa Monica californiana…stiamo per buttarci lungo Garden Route! Ecco la nostra carrellata…

Dopo un consulto di gruppo ci dirigiamo verso la spiaggia dei surfisti di Jeffreys Bay, per una breve sosta dove ammirare le prime ville fighe sulla costa, le onde dell’oceano indiano e ovviamente anche i pochi surfisti che sfidano il mare. La cittadina è carina e sicuramente meriterebbe una sosta più lunga, ma abbiamo il tempo contato per arrivare allo Storm River Village, mollare i bagagli e raggiungere Tsitsikamma, ovvero il posto delle molto acque, dove c’è il famoso percorso con i ponti sospesi che vogliamo percorrere nel pomeriggio.
In realtà il nostro hotel, nel villaggio dello Storm River, ci piace così tanto, con il labrador nero che ci scodinzola intorno, i fiori freschi nelle camere bellissime e curate, il giardino impeccabile e le chiacchere delle due padrone di casa, che perdiamo un po’ di tempo prima della nostra seconda tappa di oggi.
Il villaggio non è molto lontano dall’entrata al parco dello Tsitsikamma, ma occorre un po’ di strada per arrivare alla costa e lasciare i nostri van nel parcheggio dedicato. Ci sono magnifici cottage sulla costa che la capa aveva cercato di prenotare ma senza successo, sono bellissimi anche se non ci possiamo lamentare della nostra sistemazione.

Jo, è venuto il momento dei ponti sospesi…pronto??Marika
Uhm, ehm…si dai iniziamo a percorrere il sentiero e poi vediamoJo
Ma guarda che sono stabili e poi sono bassi bassi, vedrai che non sentirai nessuna vertigine!Marika
Se lo dici tu?!?!Jo

In realtà io non ho dubbi che il mitico Jo li potrà attraversare senza problemi, ma mi prendo cura delle sue vertigini perché so che non è facile gestirle e a volte compaiono in posti impensabili.
Il sentiero è facile, con passerelle comode e sali-scendi poco ripidi, bellissimi panorami si aprono tra gli alberi e si arriva alla foce del fiume, con le acque color coca cola per la grande presenza di tannini ed i famosi ponti sospesi… e tutto il gruppo si diverte come bambini!! Compreso Jo, le cui vertigini sono solo un ricordo lontano! Il parco e la zona vicina offrono moltissimi altri sentieri e attività outdoor per cui sarebbe meglio passare almeno 2 notti nei dintorni.
La sera si avvicina e quindi non abbiamo tempo per un altro trekking ma ci godiamo l’oceano sulle panchine del parco mentre la luce del sole vira verso i toni del tramonto.

 Consiglio: la Garden Route riserva molto più posti di quelli da noi toccati e vale da sola il viaggio in Sud Africa, quindi pianificate bene la visita per poter dedicare più tempo a qualche attività outdoor in luoghi splendidi. Ci sono il kayak su fiumi ed in mare, la discesa con i gommoni etc etc… 

Nel nostro viaggio il tempo è tiranno e quindi siamo subito in ripartenza la mattina dopo, raggiungendo con calma (forse troppa …), dopo un’abbondante colazione, il piccolo porticciolo di Knysna, dove passeggiamo tra i negozietti per un po’ di shopping ed un vero caffè italiano.
Ci accoglie poi la località di Mossel bay, che sa di California con quelle villone sulla costa ed il faro, il lungomare su cui passeggiare o fare jogging…insomma un luogo di relax e vacanza. Ci si può godere il pranzo, sbizzarrire in fotografie della costa, ammirare gli sbuffi delle balene (si qualche sbuffo lontano lo abbiamo intravisto!!!), salire al faro partendo dalla scogliera per poi trovarlo chiuso e godersi come sempre il panorama del mare e delle onde impetuose…questa costa mi piace, ritrovo la pace con il mondo e con me stessa…è selvaggia al punto giusto!
Witsand sarà la nostra base per la notte, nel tragitto ci fermiamo a bordo strada attirati da un allevamento di struzzi; a centinaia raggiungono il recinto in una sorta di processione che scatena la nostra orgia di foto e selfie con quelle facce buffe sullo sfondo.
Il gruppo si divide in due case giganti da 8 persone e noi finiamo in quella soprannominata degli spiriti, considerando il mobilio molto vintage e le fotografie degli antenati alle pareti. La città non è molto attraente e quindi cena e dormita visto che domani ripartiamo per altre due tappe importanti prima di arrivare ad Hermanus. Purtroppo l’agenzia ci ha avvisato che non potremmo uscire per il whale whatching; le condizioni del meteo sono proibitive e hanno interrotto per 3 giorni tutte le attività! Imprevisti che accadono in corso di viaggio, cercheremo di organizzare da Cape Town ma non ci sarà verso…alle balene dovremmo rinunciare, ci rimane una scusa per tornare o per cercarle altrove nel mondo!

Senza colazione assaltiamo una sorta di AUTOGRILL-BAZAR-LOCANDA disperso nel nulla delle strade sterrate del garden route e gettiamo scompiglio in un posto che non ha mai visto 16 avventori tutti insieme. L’accoglienza è delle migliori, ci accendono anche il camino esterno per darci un po’ di calore e facciamo una buona colazione, anche se con i soliti ritmi africani.
I campi gialli di colza ci circondano, vorremmo fare foto ad ogni scorcio anche se il tempo non è clemente con noi e pioviggina, percorriamo strade sterrate in un luogo che sembra sospeso in un’altra dimensione. Con i 2 van saliamo sulla chiatta a Marras e raggiungiamo il De Hoop Collection Nature Reserve, un luogo magico con le dune a ridosso dell’oceano, tra i migliori posti dove avvistare le balene e godersi la natura selvaggia. Dall’entrata del parco al parcheggio sulle dune c’è un bel po’ di strada e purtroppo nuvoloni neri e minacciosi appaiono all’orizzonte, tentiamo la passeggiata ma il cielo sudafricano ci concede solo 15 minuti, in tempo per scattare qualche foto, godersi l’immensità degli spazi e inzupparci completamente. Il nubifragio dura pochissimo, le nuvole nere corrono via, ma il gruppo purtroppo non vuole ritentare l’esplorazione e dopo un veloce cambio di vestiti si riparte verso una delle icone di questo viaggio: Cape Agulhas il punto più a sud del continente africano, dove si incontrano i 2 grandi oceani.

Prima tappa ovviamente il faro, dalla cui sommità ci godiamo il panorama, facendo attenzione a non essere portati via dal vento in stile Mary Poppins, guardiamo l’infinito davanti a noi consapevoli che oltre le onde troveremmo l’Antartide; siamo in un luogo che ci contamina della sua energia, la sua potenza. Ovviamente bisogna raggiungere la targa posta nel punto più a sud per le foto di rito, godendoci la bella passeggiata sulla passerella in legno e le onde che si infrangono sugli scogli. Inutile dire che è una tappa fondamentale.

Arriviamo a Hermanus per la serata, e ci dividiamo in due mega ville bellissime, peccato per una sola notte; chiacchere nel salotto ed un the prima del sonno ristoratore. Domani sarebbe stato il giorno delle balene ma il mare è arrabbiato, tutto è bloccato e quindi ce la prendiamo con calma decidendo di fare colazione in città e poi godersi i percorsi cittadini sul mare per cercare qualche avvistamento da terra e goderci i panorami. Hermanus si estende nella baia più famosa al mondo per gli avvistamenti di cetacei; ci sono varie passeggiate tra la bassa vegetazione, panchine sulle scogliere e facili sentieri permettono di godersi il panorama a poca distanza dal centro. Ci sbizzarriamo in foto estrose godendoci l’oceano che è talmente agitato che eventuali sbuffi non sarebbero comunque visibili. Anche senza cielo azzurro il paesaggio merita tutti i nostri scatti, numericamente nulla a che vedere rispetto a quelli che il gruppo sta per scattare ai pinguini di Betty’s bay, nostra seconda tappa di oggi.

 Consiglio: la colonia di pinguini con la migliore scenografia è quella di Boulders beach, nella penisola del capo, quindi se dovete fare una scelta Betty’s bay la potete saltare anche se è sicuramente meno affollata. La visita è comunque veramente molto piacevole sia per i pannelli esplicativi utili che per la naturale simpatia dei pinguini, buffissimi sia nella camminata che negli sguardi curiosi e quando fanno i timidoni e fuggono dalle foto! 

Ve lo ridico fino alla noia: questa costa mi piace!! Ad ogni angolo penso che potrei vivere qui e non faccio altro che ripeterlo a Jo, mi sento a mio agio, con il mare davanti, le onde, quella natura che ti avvolge, quello spazio… quel OneMoreOf orizzonte di scoperta e sorpresa che mi fa stare bene!

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