NON DI SOLO BRAIES VIVE IL TRENTINO
Italia Gitarelle Scompiscè

NON DI SOLO BRAIES VIVE IL TRENTINO

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Un hotel diviso in 2 strutture separate, una che permette anche di ospitare i propri cani. Comodo parcheggio coperto, buona cucina, ottima accoglienza, una hall e le camere zeppe di legno caldo e accogliente. Insomma...Super Consigliato! Dimenticavo di parlarvi della SPA che è una bella coccola a fine giornata.

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Aprire Instagram e trovarlo lì in tutte le salse; con il sole, le nuvole, d’estate, con i colori autunnali, la casetta di legno, la casetta con la barchetta, solo barchetta, la chiesetta nel bosco, la spiaggetta assolata, o vuoto o colmo di gente, le montagne che si specchiano nell’acqua o sul ghiaccio… Di cosa sto parlando? Del Lago di Braies che è diventato uno dei luoghi più presenti con foto e post…in tutta onestà mi ha un po’ rotto perché sembra che in Trentino non ci sia null’altro.

Mentre maledico l’ennesima foto del lago, un altro post attrae la mia attenzione, un sentiero scavato nella roccia che porta ad un eremo su uno sperone roccioso…mi piace e decidiamo di partire per pochi giorni in Trentino ma non a vedere il Braies!
Questa volta siamo in compagnia di una coppia di amici che ci accompagna per una parte del nostro mini-viaggetto in Trentino, anche loro appassionati di natura e buona cucina, un connubio che si sposa perfettamente in questa regione italiana

Alloggiamo presso Coredo al Miraval Hotel, posizione strategica per le visite che abbiamo deciso di fare ma anche per buon rapporto qualità/prezzo considerando che prenotando direttamente da loro c’è inclusa la trentino guest card che offre sconti e riduzioni, la cucina offerta a cena è molto buona e la SPA a cui si può accedere dopo le gite è una piacevole coccola. Uniamoci anche la cordialità dei proprietari e la scelta di grappe del bar e possiamo dire che lo consigliamo!!

Causa traffico io e lo scompi arriviamo un po’ in ritardo, ma smolliamo subito una delle due auto per raggiungere la prima tappa di questa breve fuga estiva: Lago Smeraldo. Il panorama di questo laghetto artificiale non è nulla di speciale, ma l’idea era percorrere la passeggiata del Burrone, che collega il lago al piccolo abitato di Fondo. Nell’angolo non lontano dal parcheggio, troverete l’inizio delle passerelle che si addentrano in una forra scavata dall’acqua, le pareti di roccia ci circondano e la temperatura si abbassa per effetto dell’acqua che scorre e dell’ombra. Dopo poco la passeggiato si fa più ampia e prosegue lungo un comodo sentiero che continua a seguire il ruscello, attorniato dai resti di mulini in disuso. Il clima è perfetto e arriviamo con calma fino a Fondo, dove all’imbocco del sentiero trovate il centro visitatori da cui partono le altre escursioni al Canyon Rio Sass per le quali ci vuole la guida (mi sono ovviamente già segnata questa idea per una prossima fuga trentina). Il percorso che abbiamo fatto noi è perfetto anche per i bambini e per nulla difficile; ci sono anche numerose panchine e tavoli e noi ne approfittiamo per la nostra pausa pranzo al sacco.

La giornata non è ancora finita perché come seconda tappa ho scelto proprio di percorrere quel sentiero scavato nella roccia…l’alternativa più divertente, naturale e adrenalinica per arrivare all’eremo di San Romedio

In che senso adrenalinica?Jo
Perché il sentiero è in realtà il tracciato di un vecchio canale irriguoMarika
Quindi?Jo
Scavato nella roccia della montagnaMarika
Ovvero con vista a strapiombo e quindi tremarella alle gambeJo
Non ti preoccupare…una bella ringhiera in legno evita l’effetto vertigine…ma dovrai comunque stare attento alla testaMarika

Inizio con dirvi che il sentiero è bellissimo e avventuroso, piacerà sicuramente ai bimbi, ma è molto sicuro e a Jo non sono mai venute le vertigini.
 Consiglio: i bambini vanno comunque tenuti sotto controllo e non si riesce a fare con zaini porta bimbi causa dell’altezza o con i passeggini. 

Si parte dal parcheggio del Museo Retico a Sanzeno e si percorre il primo tratto con bellissime viste sui meleti della valle. Poi si arriva, senza alcun dislivello, alla parte più bella; sotto scorre la strada che sale e si incrocia con il sentiero proprio all’arrivo dell’eremo, mentre noi siamo beati e sopraelevati camminando tranquilli e protetti dalla roccia della montagna. Ogni tanto il nostro amico deve chinarsi per non sbattere sulle rocce, e si procede un po’ ingobbiti; cerchiamo gli angoli migliori per qualche bella foto divertente e un po’ stupida…mi sono super divertita e la vista sia del sentiero che delle montagne circostanti è piacevole.
L’unica parte in salita è l’ultimo tratto, dove il canale irriguo finisce e si deve salire verso l’eremo abbarbicato in alto; qui sudo veramente prima di arrivare alle sue porte; ma anche l’eremo stesso è una sfida: 131 gradini che connettono 5 chiesette piene di scale impervie. Il luogo è legato alla leggenda di San Romedio che, dopo aver ammansito un orso, entrò a Trento cavalcandolo! L’orso rimase con il santo che si ritirò quassù e diede origine alla leggenda; oggi in un’area faunistica adiacente vengono ospitati orsi in semilibertà che sono stati liberati da situazioni di schiavitù o erano destinati all’abbattimento.
Dopo essermi ripresa dal fiatone e aver riempito la borraccia con tanta acqua fresca mi godo questo luogo…saranno i monaci presenti vicino all’ingresso, sarà il verde dei boschi, sarà la salita…devo ammettere che si sta veramente sereni ed in pace.

È il momento di tornare visto che vogliamo approfittare della Spa dell’Hotel prima di cena…nulla di meglio di qualche sauna, percorso cromo terapico e idromassaggio per concludere questa bellissima giornata, guardiamo dalle vetrate le nuvole che si avvicinano, è previsto un temporale ma per domani ancora bel tempo.
Cena ottima, siamo tutti e 4 soddisfatti e in serata pensiamo cosa fare l’indomani…complici le chiacchere con i proprietari e la storia che al lago di Tovel è stato avvistato un orso (non sicuro in periodo estivo vista la presenza di tantissimi turisti), la decisione è presa!!
 Consiglio: poiché la valle di Tovel in estate viene chiusa man mano i parcheggi si riempiono, se si parcheggia lontano bisogna prendere la navetta con possibili code visto l’afflusso turistico o farsi un lungo tratto a piedi. Partite presto la mattina così parcheggerete vicino al lago e potrete partire a piedi per la visita. 

Noi riusciamo a parcheggiare vicino alla riva e capiamo subito che il posto è perfetto, noi 4 abbiamo il morale a mille!! Le acque del lago immobili fanno da specchio a boschi, montagne e cielo, l’aria è tersa e non fa troppo caldo, c’è una pace meravigliosa e vorrei continuare a contemplare questo spettacolo. Partiamo super carichi per il giro antiorario del lago, facendo qualche foto ai vari scorsi, poi…in un attimo una super pioggia inizia a scendere, noi siamo fortunatamente vicino al museo del lago e ci rifugiamo con altri turisti dentro e sotto la veranda in attesa che il tempo migliori. A prescindere dalle condizioni atmosferiche consiglio di entrare al piccolo museo per conoscere meglio il fenomeno delle acque colorate. In passato infatti a causa di alcune alghe autoctone colorate di rosso, una parte del lago si dipingeva di questo colore dando vita ad uno spettacolo molto particolare; ogni giorno le alghe salivano da fondo e il lago si tingeva e mutava. Ovviamente ci sono anche le leggende legate a questo fenomeno naturale che non si può più osservare.

La fortuna ci assiste e dopo poco il temporale si interrompe di colpo lasciando i colori del lago ancora più vividi e decisi…uno spettacolo perfetto. I miei compagni di gite fanno sosta caffè in un locale sulla riva vicino al centro visitatori, mentre io mi godo la natura da una spiaggetta che si è ripopolata di persone e cani che si buttano in acqua gioiosi. Seguendo il periplo del lago raggiungiamo la spiaggetta più grande del lago dove ci si può sdraiare e alcuni temerari si buttano nell’acqua bellissima e gelida. Ci fermiamo a prendere del sole godendoci la pace del luogo…bellissimo…nonostante la ghiaietta bianca mi renda difficoltosa l’entrata in acqua…anche io sfido il gelo ma solo fino al ginocchio!
Ci rilassiamo tantissimo e non vorremmo andare più via, questo posto è veramente uno spettacolo e vi dico la verità…secondo me batte il Braies a mani basse!

L’ultimo tratto del percorso presenta un po’ di scalette e saliscendi, ma è sempre pieno di angoli bellissimi in cui ammirar il panorama e fare bellissime fotografie. Decidiamo di mangiare al ristorante principale sulla riva del lago anche se dobbiamo aspettare; cucina molto buona con ricette sfiziose che non deludono i nostri palati.
Purtroppo i nostri amici ci abbandoneranno per rientrare in Lombardia, mentre noi possiamo goderci un altro giorno; li salutiamo e chiudiamo la giornata in bellezza nella SPA…altro temporale in arrivo, ma ormai siamo abituati e sappiamo che poi passerà!

Per il nostro ritorno a casa non era stilato stilato nessun programmo, decidiamo di passare dal Tonale visto che abbiamo tempo e non vogliamo ributtarci in autostrada.
Avendo ancora la Trentino card approfittiamo per visitare il forte Strino a Vermiglio, testimonianza della presenza austriaca nel nostro territorio e dei grandi conflitti mondiali. C’è una piccola mostra sulla guerra bianca, ma quello che è affascinante è passeggiare tra le rocce della struttura ed immaginare come la tenuta dei confini un tempo fosse operazione difficile e a volte drammatica. Ci ricordiamo della fortuna di essere in un’epoca di Europa unita! Dedichiamo circa un’oretta di visita e poi ci prendiamo un the caldo al passo del tonale che troviamo abbastanza vuoto, ma non è stagione sciistica. Scavallato il passo ci fermiamo lungo la statale 42, che passa al fianco del torrente Narcanello con un’area pic nic bellissima, piena di tavoli, giochi per bambini, aree di ristoro, giochi d’acqua.

Decidiamo di consumare il nostro pranzo al sacco proprio qui, per goderci ancora tutto questo verde e la natura che ci circonda…quando ci ricapita una OneMoreOf bellezza semplice e naturale così?!?!

 

Gitarelle Scompiscè

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