H COME…VIETNAM
Vietnam City Break Non ci voglio venire On the Road

H COME…VIETNAM

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In Vietnam, a differenza di altri paesi asiatici, non troverete un alfabeto diverso dal nostro, sarete quindi in grado di vedere le lettere ma questo non vi servirà a comprendere il linguaggio. Ci sono ben 6 toni diversi per pronunciare la stessa parola e durante una simpatica prova fatta dalla nostra guida capiamo che almeno la metà ha differenze impercettibili all’orecchio di noi italiani.  Mi sono però portata a casa 2 cose importanti (i numeri, i saluti e come brindare ahimè li ho scordati): il cognome maggiormente diffuso è Nguyen e i vietnamiti adorano la lettera H.

Troverete la H come iniziale delle 4 città più famose che probabilmente faranno parte del vostro meraviglioso tour in questo paese. La mia solita passione per i confronti a 2 qui si sbizzarrisce in un confronto a 4, senza stilare una classifica ma cercando di raccontarvi un po’ della nostra avventura in oriente.

H come Hanoi, ovvero come mangiare per strada sotto la pioggia su uno sgabello minuscolo…

Se avete letto questo articolo sapete che Jo non voleva venirci in Vietnam per svariati motivi ed io l’ho praticamente costretto…bene…il nostro incipit dopo 3 voli è stato arrivare nella capitale del paese e non avere una delle valigie. Ottimo inizio!!!                                                                                                                                                                                    Poi ovviamente piove di brutto la nostra prima sera…ed io sono seriamente preoccupata che Jo mi molli qui per trovarsi un’altra ragazza che al massimo lo fa andare a Santorini con volo diretto!?!
Del bagaglio non mi preoccupo molto perché dividiamo sempre le cose tra 2 valigie, ma della prima cena con le bacchette in mano…un po’ sì! Ma è ora di iniziare la vera avventura.

Hanoi, la capitale, la più tradizionale, a nord del paese, meno contaminata dal colonialismo francese, è il biglietto da visita di questo viaggio; la vediamo avvolti da un impermeabile di cellophane, in un caldo afoso, fiumi di motorini che per attraversarli fai appello a tutto il tuo coraggio ma poi ci fai l’abitudine, matasse di fili su pali della corrente, negozietti ovunque e stradine strette e piene nel vecchio quartiere centrale. Siamo in tanti e…alla 3° svolta ne abbiamo già persi 2 intenti nelle fotografie…l’ottimo inizio continua!
L’ansia mi assale; Hanoi è affascinante e asiatica ma se non la prendi con lo spirito giusto potrebbe non essere così piacevole…chissà cosa sta pensando Jo.
Decidiamo con il gruppo di fermarci a mangiare in un “locale” con tavoli sul marciapiede sotto grossi tendoni e pietanze saltate in wok che sono quasi in mezzo alla strada. Tutto è a misura di vietnamita compresi i minuscoli sgabelli, perfetti per me, meno perfetti per i nostri compagni di viaggio più alti che si ritrovano a mangiare noodleS disturbati dalle loro stesse ginocchia. E dopo tutto questo direte voi?
Dopo l’ottimo inizio arrivano le birre fresche e facciamo tintinnare le bottiglie di Saigon in un grande brindisi che segna il vero inizio del viaggio di gruppo; io mi rilsso perché vedo Jo tranquillo, ride e brinda…il peggio non è mai arrivato o è già passato!

Hanoi ovviamente non è tutto qua, ma mi piaceva partire da questo ricordo!!                                                        Istituzionalmente questo è stato il cuore della riconquista vietnamita, qui è sepolto Ho Chi Min in un mausoleo blindatissimo che si può visitare (se proprio ci tenete andate prestissimo la mattina perché la coda è lunga e sappiate che potrete solo camminare a passo costante senza fermarvi o scattare foto).
Qui i luoghi hanno nomi che sanno di leggende antichissime, perché gli orientali donano poesia quando nominano qualcosa.
Ad Hanoi si può assistere al teatro delle marionette sull’acqua, spettacolo tradizionale molto famoso. Certo le musiche dopo un po’ potrebbero far assopire qualcuno, ma io l’ho ritenuto interessante e particolare.
Il tempio di Confucio è molto bello e se siete fortunati troverete studenti che vengono qui a festeggiare la propria laurea. Vi consiglio di andare in giro con una guida perché vi farà notare maggiori dettagli e vi racconterà qualcosa di interessante della vita della capitale e di questi luoghi dai nomi affascinanti.
Un’altra visita super apprezzata da tutti e utilissima se anche voi avete intenzione di visitare il Vietnam del nord e le sue diverse etnie è il Museo Etnografico del Vietnam. Moltissime suppellettili, i vestiti tradizionali ma soprattutto la ricostruzione di alcune delle case tipiche dove si può entrare per osservare lo stile di vita semplice e frugale e l’organizzazione della società. Cerchiamo di imparare a riconoscere le etnie dai diversi colori degli abiti, in modo da essere preparati per la restante parte del viaggio.
Prima di chiudere con una cena la nostra permanenza nella capitale possiamo ancora girovagare senza meta e perderci tra le vie adibite a mercato, dove su biciclette modificate è esposta varia mercanzia, oppure sui marciapiedi dove la gente frenetica, passa, va, compra e chiacchera sempre operosa. La parte più bella di Hanoi è osservare la vita che vi scorre, gli angoli più caratteristici che sanno di Asia e di tradizione. Se mi chiedete perché non vi cito la famosa Train street è perché nel lontano 2012 Instagram non c’era e questa strada-binario non era ancora diventata famosa con i barettini per osservare il passaggio del treno!!

H come Huè ovvero come pedalare tra la storia

Huè, nel centro del Vietnam, l’antica capitale imperiale, ricca di storia e vestigia di un antico passato; spesso il centro viene saltato per mancanza di tempo, concentrandoci a nord e sud, ma in realtà racchiude varie chicche. Il nostro gruppo ci arriva forse un po’ stordito per la nottata su un treno notturno che ci ha sballottati per molti km facendoci risvegliare in questa nuova città. Dimenticavo…la valigia nel frattempo ci ha raggiunto mentre andavamo in giro per i mercati che vi ho raccontato qui e Jo non è fuggito!

Purtroppo in questa tappa la nostra guida locale non è così brava come nei giorni precedenti e quindi secondo me non apprezziamo al meglio tutti i siti, dotati sicuramente di fascino ma più apprezzabili con una buona spiegazione.
Un grande classico per visitare Huè prevede anche la visita nei dintorni della città, punteggiati da vari siti d’interesse tra cui le tombe imperiali e varie pagode.
Noi iniziamo cambiando mezzo di locomozione e buttandoci su una barchetta risaliamo il fiume dei profumi arrivando alla famosissima Pagoda di Thien Mu, visibile dalla riva. Il sito ed il tempio non si possono dire spettacolari ma interessante la storia che vi si respira; si potrà infatti vedere l’auto con cui negli anni 60 un monaco raggiunse Saigon per darsi fuoco in segno di protesta contro il regime sudvietnamita, l’inizio di una serie di proteste e rappresentazione della resistenza buddhista e studentesca di un periodo che purtroppo nessuno a scuola racconta mai.

Ritornando nel centro di Huè, nella cittadella della città, il recinto imperiale racchiude tutti i palazzi legati alle dinastie vietnamite…come seconda tappa torniamo quindi molto più indietro nella storia del paese. La città purpurea proibita richiama alla Cina, ma è ben lontana dalla grandezza della città proibita di Pechino; nonostante è interessante l’opera di restauro che stanno facendo dei vari padiglioni e che renderà la visita ancora più completa.
La terza tappa è quella che ci entusiasma maggiormente e fa divertire tutto il gruppo visto che ci lanciamo in bicicletta sulle strade vietnamite!
La bicicletta in questo paese è, da sola, un’avventura da provare; ad Hanoi attraversare con tutti quei motorini non è stato facile ma andare in bici può risultare scioccante. Nessuno attende per immettersi sulla strada, tutti lo fanno andando piano e facendosi inglobare dalla corrente che poi se li porta via…bene…lo stesso dovevo fare che non sono sicuramente un drago delle 2 ruote!! Fortunatamente i dintorni di Huè non sono molto trafficati e si passa in strade tranquille dove venditori di incensi colorano il paesaggio con tutti i bastoncini disposti in fila ordinata.

Purtroppo non vi posso raccontare per filo e per segno il giro:

1. Sono passati troppi anni ed anche se ho buona memoria il dettaglio non me lo ricordo

2. Eravamo accompagnati da una guida che ci ha permesso di rilassarci e osservare il panorama dalle nostre 2 ruote piuttosto che studiare l’itinerario.                                                                                                                                         Vediamo vari mausolei e templi, l’arena delle tigri e incantevoli panorami che danno su una vegetazione rigogliosa ed il fiume. Secondo me se si ha poco tempo questa è la cosa migliore che potete fare!!

H come Hoi An, ovvero come trovare il lampadario per la casa nuova

Hoi An è meno vera di Hanoi e meno storica di Huè, ma è un gioiellino che rallegrerà il vostro tour e soprattutto alleggerirà il portafoglio vista la quantità di negozietti di artigianato che incontrerete nel centro e alla possibilità di farvi fare un vestito su misura dai numerosi famosi sarti.
Non fraintendetemi però…Hoi an non è una sorta di Outlet vietnamita…ma racchiude molti siti interessanti in un centro storico chiuso al traffico, con botteghe ordinate e deliziosi ristorantini lungo il fiume agghindati da bellissime lucine che rendono tutto molto affascinante durante le serate in compagnia.
Il biglietto per visitare il centro storico, Patrimonio Unesco, permette di scegliere tra 5 siti diversi, 1 per categoria in cui sono stati suddivisi i siti: musei, sale riunioni, case antiche e altro. È un metodo forse un po’ bislacco ma se avete un solo giorno a disposizione e volete anche concedervi dello shopping allora 1 biglietto è la scelta giusta per avere una visione globale.

Noi ci facciamo trasportatore dalla nostra guida e iniziamo dal classico ponte giapponese coperto (ingresso libero), protetto da statue di cani e scimmie legate al calendario cinese.
Molto bello e particolare è il tempio di Quan Cong in stile cinese e pieno di offerte, anche se io trovo più interessante la sala riunioni della congregazione cinese del Fujian, che sembra essa stessa un tempio con tante sale, statue di capostipiti ed un altare dove pregano le coppie che vogliono avere dei figli. Una delle cose da non perdere è la visita delle case antiche della città dove si mescolano elementi giapponesi e cinesi, passarci un po’ di tempo seduti dentro fa respirare un po’ di tradizione.
Qualunque itinerario decidiate di fare io mio consiglio è: una buna guida che vi sappia parlare dei dettagli che sicuramente le guide cartacee non raccontano, a meno che non abbiate abbastanza studi alle spalle.

Dopo tutta questa cultura potrete poi dedicarvi alla rilassante pratica dello shopping come abbiamo fatto noi, spargendoci per il centro.

Guarda che belle le lanterneJo
Sono tipiche di questa città, in tela e dipinte a mano e ci sono laboratori ad ogni angoloMarika
Molto belle, certo non facilissime da riportare a casaJo
Già…però quella bianca con quel ramo di fiorito disegnato sopra…non sarebbe perfetta per la cucina della nostra nuova casa??Marika
E lanterna sia!Jo

Se vi state chiedendo come è arrivata in Italia sappiate che è sana e salva ed ancora appesa in bella mostra! Quindi Jo non è fuggito, è felice per il giro in bici e adesso torneremo con una terza incomoda.

Ho Chi Min, ovvero come concludere degnamente questo meraviglioso viaggio

Per noi Ho Chi Min, la vecchia Saigon, ha rappresentato la fine di 23 gg in giro per il Vietnam, una città moderna, che nasconde ai piedi dei grattacieli i suoi mercati tipici, le erboristerie della medicina tradizionale ed una selva di piccoli tempietti dove si respira un’aria antica come se il tempo si fosse fermato, a dispetto di tutto il traffico che corre veloce nelle strade.                                                                                                                             La differenza con Hanoi è lampante, si vede l’influenza europea anche dai numerosi palazzi come il vecchio ufficio postale in stile coloniale, edifici più alti, più macchine e meno motorini selvaggi, più botteghe dedicate al turista. Alla fine abbiamo circa 1 giornata e mezza per visitarla; perché negli altri giorni al sud ci dedichiamo al delta del Mekong, panorama fatto di acqua e piccoli villaggi.                                                                                                                                    Non possiamo non andare al luogo forse più famoso della città e che da un ultimo senso finale, anche se doloroso, a questo nostro viaggio: Museo dei residuati Bellici. Difficile descrivere le sensazioni di ognuno di noi durante la visita, le foto dei corpi straziati per i bombardamenti ma anche per gli effetti successivi degli agenti chimici usati durante la guerra, non possono non toccare l’animo e rendere questo luogo triste ma necessario al contempo. Non perdetevelo.
La città racchiude altri musei ma noi decidiamo di buttarci a spasso tra i templi per gli ultimi scatti immersi nel fumo degli incensi e nelle preghiere che non capiamo ma cerchiamo di percepire. Passeggiamo anche nel mercato ma, dopo aver visto quello a Bac Ha, questo non ci stupisce più. Ho Chi Min non ci dispiace ma, posso dirlo con certezza, non ci è rimasta nel cuore come altre città di questo incredibile viaggio…sarà che siamo alla fine, sarà che la vediamo più contaminata da quella ricerca asiatica alla super modernità, sarà che siamo pure stanchi…ma rimpiangiamo le nostre prime H e ora dobbiamo sperare di trovare una OneMoreOf città dal fascino antico come quelle che il Vietnam ci ha regalato e forse anche un’altra lanterna.

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